La storia del Rifugio
La sezione CAI di Chieri ha in gestione il Rifugio Ernesto Tazzetti in alta Valle di Viù (Valli di Lanzo) dal 1980. Costruito nel 1913 dalla sezione CAI di Torino, il Rifugio subisce un primo ampliamento nel 1933, anno in cui viene dedicato ad Ernesto Tazzetti caduto sulla Torre d'Ovarda nel 1927. Ulteriori ampliamenti si registrano nel 1939. Nel 1980 la sezione di Torino propone al CAI di Chieri la gestione del rifugio, iniziano così le grandi opere per rimetterlo a nuovo.
Oltre 45 anni di gestione del CAI di Chieri
Sono passati ormai quarantasei anni da quando, per volere dell'allora Presidente della Sottosezione del CAI di Chieri, Ernesto Bigliardi, e di qualche altro temerario, è iniziata questa scommessa. Era infatti il 1980 quando il Rifugio "Tazzetti", costruito nel 1913 dalla Sezione di Torino del CAI ed intitolato nel 1933 ad Ernesto Tazzetti (caduto sulla Torre d'Ovarda nel 1927), venne assegnato in gestione a titolo gratuito alla Sottosezione di Chieri.
Fin da subito ci si trovò di fronte ad una situazione non semplice, perché ci si accorse che la crescente frequentazione della zona da parte di escursionisti ed alpinisti significava rispondere a nuove esigenze. Gestire il Rifugio significava prima di tutto risolvere i problemi legati all'approvvigionamento dell'acqua, al rifornimento dei viveri, al riscaldamento e all'illuminazione dei locali. Molti ancora ricordano la fatica, ad ogni inizio di stagione, di dover scendere al torrente e risalire al rifugio con le taniche cariche d'acqua legate sui bastini; nei fine settimana molto frequentati da escursionisti ed alpinisti, i "viaggi" per fare rifornimento d'acqua erano davvero innumerevoli.
Si pensò ben presto di apportare migliorie al rifugio. Nei primi anni '80 si aprì un vero e proprio cantiere, si creò lo spazio per la posa del dormitorio "nuovo" (un prefabbricato donato dal Rotary Club di Chieri), rivestito in muratura e ricoperto con un tetto in lamiera grecata di moderna concezione. Vi trovarono collocazione 30 posti letto. Venne scelto il fine settimana del 20/21 luglio 1985 per l'inaugurazione dell'ampliamento: la giornata di sabato è tristemente ricordata per la morte del Presidente Ernesto Bigliardi che appena giunto al rifugio viene colto da un irreversibile malore.
Negli anni seguenti la struttura fu dotata di una tubatura per l'approvvigionamento dell'acqua, di un nuovo impianto del gas per la cucina, di telefono e di pannelli fotovoltaici per un nuovo impianto di illuminazione. E' quello il periodo in cui la frequentazione della montagna perde la sua caratteristica elitaria, in cui un sempre maggior numero di persone si avvicina all'escursionismo; i rifugi quindi non sono soltanto più ricovero per alpinisti ma diventano mete di gite. Anche al Rifugio Tazzetti si dovettero affrontare serate con un numero di pernottamenti che andava oltre la capacità ricettiva: allora si dormiva ovunque, sala da pranzo e cucina comprese.
Tra la fine degli anni '90 ed i primi anni 2000 si procede finalmente all'ultima ristrutturazione; il rifugio viene ulteriormente ampliato col rifacimento del tetto e delle pareti esterne e cambia volto. Gli spazi interni vengono ridisegnati: si progettano e si portano a termine una nuova cucina, la sala da pranzo con l'ampia vetrata, la camera dei gestori ed i servizi igienici, ora dotati di doccia, con possibilità di acqua calda. Viene completamente rinnovato il locale invernale con 6 posti letto.
Tutto ciò è stato reso possibile grazie all'aiuto e alla collaborazione degli abitanti della Valle di Viù, in particolar modo il Comune di Usseglio, gli Enti ed Organismi Pubblici, il Soccorso Alpino ed il CAI di Viù. Un ringraziamento particolare va alla famiglia Ferro Famil "Vulpot" per la disponibilità sempre dimostrata.
L'augurio che ci facciamo è quello di proseguire per molti anni ancora questa esperienza, che sebbene sempre faticosa e cosparsa di problemi, è fonte di ricchezza e motivo di gratificazione per chi la vive.